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15 Settembre 2017





ATTUALITA'

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Processo a Giovanni Giolitti
Statista in un’Italia caratterizzata da rapide e contraddittorie trasformazioni
Patrizio Gravano

La Sezione UNUCI di Monterosi-Tuscia Sud ha organizzato un incontro per ricordare il pensiero e l’azione politica di Giovanni Giolitti. Tale iniziativa si è tenuta lo scorso 19 ottobre 2014 nella Sala Consiliare del Comune di Monterosi (VT).

Pubblico il mio intervento e le osservazioni che ho chiesto di poter esternare dopo l’ottimo intervento della Prof.ssa Pallavicini. Conclude questa nota il giudizio sintetico su Giolitti, parte integrante dell’elaborato che ho presentato alla Presidenza della Sezione UNUCI Monterosi – Tuscia Sud. [http://unucimonterosi-tusciasud.it/ita/457.asp]


 

intervento


Giovanni Giolitti. Statista in un’Italia caratterizzata da rapide e contraddittorie trasformazioni.
di Patrizio Gravano

“Innanzitutto non possiamo non ringraziare l’Amministrazione Comunale per questa disponibilità e anche per la disponibilità futura, in relazione a Camillo Benso Conte di Cavour, che francamente mi ha colpito in termini molto favorevoli e positivi. Ovviamente, non posso non ringraziare ancora una volta l’UNUCI e in particolare la Presidenza, il Presidente della Sezione, Gen. C.d.A. Luciano Canu.

Come tutti sapete il mio compito è quello di illustrare questo grande statista, questo grande personaggio della politica e delle Istituzioni italiane della fine del Secolo XIX e dell’inizio del XX.

Ho anche elaborato uno scritto che ho indirizzato al Presidente della Sezione e che ho deciso di intitolare: “Giovanni Giolitti. Politico e statista di un’Italia interessata da rapide e contraddittorie trasformazioni”.

Credo che già il titolo racchiuda in sé le coordinate per comprendere questo Presidente del Consiglio.

Giovanni Giolitti nacque a Mondovì, era dunque piemontese di una famiglia molto solida. Come tutti sanno fu più volte ministro e più volte Presidente del Consiglio dei ministri. Il suo nome ha dato il nome a quella che è stata definita “l’età giolittiana” . L’età giolittiana ancorché vi siano delle ombre in quanto l’attività politica presuppone a volte compromessi, scelte più o meno opinabili, è però ritenuta da tutti, uno snodo essenziale della storia d’Italia, anche se parte della storiografia non ha potuto non sottolineare certi aspetti negativi. Essa è sicuramente uno dei momenti più felici dell’esperienza italiana dello Stato liberale, realizzatosi grazie all’opera di Cavour, alla sua diplomatizzazione, e al cui compimento avevano partecipato anche forze diverse, quali quelle garibaldine e mazziniane. All’indomani dell’Unità d’Italia il nostro Paese si era ritrovato in una situazione difficile e delicata. Forse la stessa morte del Cavour, ma di questo ne parleremo nel futuro nel rievocare la vicenda cavouriana, che, come il Gen. Canu ha ricordato, è programmata per il prossimo anno, fu particolarmente rilevante.

A grandi linee noi sappiamo che l’età giolittiana è un’età di rottura rispetto al passato, ancorché questa rottura avvenga entro i limiti dello stato costituzionale liberale. Successivamente dirò in dettaglio quali sono gli elementi che differenziano Giolitti da Crispi, ma anche da Sonnino, altro suo autorevole contemporaneo.

...

 


Il testo completo dell'intervento si trova al link »
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