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15 Settembre 2017





LAVORO E ARTE
 Il Lavoro nell'Arte
 Sezione curata da Corrado Calò
 intenditore d'arte


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Alla vanga
di Arnaldo Ferraguti
1890

alla vanga - arnaldo ferraguti
"Alla vanga" - opera pittorica - Arnaldo Ferraguti - 1890

scheda critica


Questa volta parleremo di un quadro che ha come vera protagonista la terra: la terra grassa e ubertosa dell’Italia Centrale, anzi, per l’esattezza, del Lazio, come rivela il “concone”, recipiente in rame per il trasporto dell’acqua, tipico della Ciociaria, raffigurato in primo piano. Sì, perché “Alla vanga” di Arnaldo Ferraguti è, prima di tutto, un ritratto della terra. Solo un altro dipinto, credo, riesce a ritrarre con altrettanta verità e potenza di “Alla vanga” la terra, ed è il magnifico affresco della Sala del Consiglio nel Palazzo dell’Acquedotto Pugliese a Bari, di Duilio Cambellotti. Lì però è la terra rossa, arsa e pietrosa di Puglia ad essere ritratta, irrigata dall’acqua che, grazie all’opera dell’uomo, giunge finalmente a vivificarla.
Il quadro di Ferraguti è di dimensioni colossali: misura infatti sei metri e mezzo di larghezza per due e ottanta di altezza e si trova al Museo del Paesaggio di Verbania. Occorrerebbe dunque osservarlo dal vero per coglierne tutta la forza e la capacità evocativa.
Se la terra primeggia, la scena è ricca di personaggi che potrebbero essere esaminati uno per uno ed immaginarne le storie. Storie di sofferenza e di afflizione, ma anche di speranze e forse persino di gioia.
Arnaldo Ferraguti, l’autore, allievo di Domenico Morelli all’Accademia di Belle Arti di Napoli e sodale di Francesco Paolo Michetti, fu d’altronde, per molto tempo, illustratore per conto della casa editrice Treves di Milano, la maggiore in Italia negli anni fra Otto e Novecento, realizzando i disegni per opere importanti come “Cuore” e “Sull’Oceano” di De Amicis, “Vita dei campi” di Verga e “Le novelle della Pescara” di D’Annunzio. Ad illustrare storie era dunque avvezzo Ferraguti e lo si evince anche da questo quadro in cui sono narrate più vicende che si intersecano.
Su una in particolare ci soffermeremo, per la valenza che assume in relazione alle tematiche del lavoro. Mentre il sorvegliante, riconoscibile dagli stivali di cuoio e per la giacca che ha indosso (perché, non “faticando”, non suda), è distratto dalla presenza di una florida lavorante, al centro della scena un bambino piange. Altri due bimbi, di poco più piccoli, un maschietto e una femminuccia, se ne stanno tristi e in disparte alla sinistra del quadro.

alla vanga - arnaldo ferraguti - particolare 1
"Alla vanga" - opera pittorica - Arnaldo Ferraguti - 1890 - particolare 1

Il bimbo piange, e un vecchio lo consola. Un’altra lavorante, un po’ discinta non per frivolezza ma per la fatica e la stanchezza, è inginocchiata davanti a loro e tenta anche lei di calmare il pianto del bambino. Ma né il vecchio né la ragazza possono dire al piccolo: “Va’, torna ai tuoi giochi, raggiungi i tuoi compagni che senza di te sono così tristi!”. Il dipinto è del 1890, quando le leggi che sanciranno il divieto di adibire al lavoro i fanciulli erano ancora di là da venire.

alla vanga - arnaldo ferraguti - particolare 2
"Alla vanga" - opera pittorica - Arnaldo Ferraguti - 1890 - particolare 2

Le immagini sopra riportate sono tratte dal sito dell’Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola

Nel 1891 Arnaldo Ferraguti sposerà Olga Treves, l’affascinante nipote del fondatore della casa editrice, e, pur non abbandonando del tutto l’attività artistica, si lascerà coinvolgere dallo spirito imprenditoriale della famiglia della moglie, occupandosi di ricerche nel campo della chimica e della produzione di cuoio sintetico. Morirà a 63 anni il 4 dicembre 1925, a Forlì, dove dirigeva una fabbrica di “percuoio” che dava lavoro a cinquanta operai.
Arnaldo Ferraguti è sepolto non nella sontuosa cappella dei Treves al Monumentale di Milano, ma in una modesta tomba nel cimitero di Forlì, in quella terra che aveva saputo ritrarre così bene.

di Corrado Calò
Pubblicato su “Slurp!” del gennaio 2012
Bologna

artista


Arnaldo Ferraguti
(Ferrara, 1862 – Forlì, 1925)

Arnaldo Ferraguti studiò all'Accademia di Belle Arti a Napoli ma si formò pittoricamente anche grazie alla frequentazione del pittore verista Francesco Paolo Michetti, dal quale apprese anche l'utilizzo della fotografia come strumento per la "cattura" delle immagini.

Divenne celebre nel 1891 con l'enorme dipinto "Alla vanga", oggi conservato al Museo del Paesaggio di Verbania-Pallanza, nella quale ritrasse un gruppo di braccianti intenti al lavoro sotto lo sguardo del sorvegliante.

Nel 1899 partecipò alla III Esposizione internazionale d'arte di Venezia.

Attraverso Michetti fu presentato agli editori fratelli Treves, coi quali iniziò a collaborare, finendo per sposare Olga Treves, nipote di Emilio Treves e Giuseppe Treves. Da questo momento, accanto all'attività di pittore, Ferraguti ebbe una notevole produzione come incisore, illustrando le edizioni Treves delle opere di De Amicis, Verga ed altri, oltre a creare centinaia di tavole per l'Illustrazione Italiana.

 

 


ulteriori informazioni sulla vita e le opere dell'artista sono reperibili presso il sito di Wikipedia
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