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15 Settembre 2017





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Vittorio Vettori
scrittore e letterato
grande umanista del secolo scorso, scrittore, poeta e critico letterario, Vittorio Vettori è stato autore di oltre centocinquanta opere di narrativa, poesia e critica artistica e letteraria, oltre che di studi su Dante e La Divina Commedia, tradotti in numerose lingue.

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Nato a Strada in Casentino il 24 dicembre 1920, insegnante e scrittore, Vittorio Vettori è stato, tra l’altro, Presidente dell’Accademia Pisana dell’Arte – Sodalizio dell’Ussero -, Segretario Generale dell’Associazione “Amici della rassegna di cultura e vita scolastica”.
“Membre d’honneur” della Société Libre de Poésie di Parigi, ha diretto la pagina letteraria del “Telegrafo”, la “Biblioteca dell’Ussero”, la “Lectura Dantis Internazionale”.

“Vorace animale letterario”, autore di oltre 150 titoli di confluenza e intersecazione tra filosofia, storia, letteratura, riproposti e tradotti in diverse lingue, ha intessuto significativi rapporti con Piero Bargellini, Mircea Eliade, Ernest Jünger, Sedar Senghor, Ezra Pound, Jorge Luis Borges.
Il suo impianto umanistico ha visto in Dante il suo Virgilio esistenziale, amoroso soggetto letterario di innumerevoli e originalissimi studi che hanno varcato le frontiere accreditandogli un crescente prestigio internazionale.

Premio Internazionale Fides 1974 per il suo primo romanzo, ha successivamente dato vita ad alcuni libri di viaggio e ad una preziosa “Guida del Casentino”, terra a lui particolarmente cara. Dopo l’esperienza della rivista “Revisione”, diviene Presidente dell’Accademia Casentinese.
Cofondatore del Premio Letterario “Casentino” diventa, su invito dell’on. Marco Cellai, Presidente della Giuria Letteraria del “Premio Firenze”, espressione del Centro Culturale Firenze-Europa “Mario Conti” e instancabile animatore delle “chiacchierate” del Centro alle “Giubbe Rosse”.

Tributario di riconoscimenti nazionali e internazionali – fra cui sette Premi della Cultura assegnati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, uno della Cassa Scrittori, due “Premi Calliope” e uno delle “Muse” - Vettori ha concluso il suo viaggio dal Solano all’Oceano-Vita.
Il suo “umanesimo conciliatorio e polivalente gli ha permesso di mettere insieme Croce, Gentile e Gramsci: l’idealismo storicistico, l’attualismo e la filosofia della prassi: in una parola, la tradizione del pensiero italiano, alla cui totalità Vettori non sa né può rinunciare.”

Il 10 febbraio 2004 Vittorio Vettori si spegne improvvisamente nella sua Casa di Firenze. Con Lui scompare un grande protagonista della Cultura fiorentina ed europea del XX Secolo e il Centro Culturale Firenze-Europa “Mario Conti” perde il creatore dei suoi programmi triennali “Firenze Città di Vita” e “Firenze Fiore del Mondo”.

A testimonianza dei fecondi rapporti di scambio intellettuale intrattenuti da Vettori con alcune delle più importanti figure del Novecento, nel 2004 la biblioteca ha acquistato il carteggio Vettori, custodito nel Fondo a lui intitolato e conservato nella Sezione Manoscritti e Rari.

Accanto agli scritti sul Sommo poeta, che hanno accompagnato l'intera vita di Vettori, la biblioteca esporrà alcuni tra i suoi codici danteschi più preziosi insieme a rarissimi incunaboli ed edizioni del XVI secolo particolarmente significative nella tradizione della Commedia.

 

La Città Letteraria di Vittorio Vettori


A Firenze ha aperto sabato 9 gennaio 2010 per la prima volta al pubblico, nella Biblioteca nazionale centrale, “La città letteraria di Vittorio Vettori”. È una “autentica città” ricreata con i libri dello scrittore, poeta, filosofo e critico letterario toscano. Vettori, ultimo umanista del Novecento, è stato presidente della Lectura Dantis internazionale e autore di oltre 200 libri, tradotti e conservati nelle maggiori biblioteche del mondo. La mostra è stata organizzata dall'istituto Mircea Eliade.
Vittorio Vettori “testimone della memorialità culturale tra Novecento e Duemila”, è l'autore di ben 150 opere che spaziano dalla critica letteraria al saggio filosofico e dalla prosa alla poesia.
Per tutte queste molteplici opere “l'Ulisse toscano” (scomparso nel 2004) è stato testimone di un secolo e “ponte” con il successivo.
Vettori è “un uomo che è vissuto di linguaggio”, per questo, educato alla parola sapiente dei poeti, e commentatore della Commedia, è stato ambasciatore di Dante nel mondo con una serie di volumi di Lecturae Dantis.
Come storico della filosofia, è autore di due monografie sui maggiori rappresentanti dell'idealismo italiano: Croce e Gentile. Ed è in Gentile che Vettori ha visto il maggior pensatore italiano del secolo.

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Ritratto di Vittorio Vettori
realizzato dall'artista Pier Luigi Viti

Storico della civiltà letteraria italiana è anche autore di libri di viaggio, il primo, frutto della sua collaborazione con Piero Bargellini, dedicato alla Verna e al nativo Casentino, luoghi sempre presenti nei ricordi del poeta.
Ed ancora, l'instancabile percorso della sua vita, lo ha portato ad essere amico di tutti i grandi del Novecento cominciando da Carlo Emilio Gadda, Nicola Lisi, Dante Ricci, Carlo Coccioli, Mircea Eliade, Geno Pampaloni, Prezzolini, Vintila Horia, André Pézard, Gramigna e tanti altri.

 

Sarà un giorno


Vittorio Vettori “Terradiluna” (frammento)

Sarà un giorno conte gli altri, un giorno di fatica.
E, mio Dio, che fatica staccarsi
dai luoghi cari, dai volti familiari, dagli usi
della carne e della memoria, da tutto
ciò che circonda e sorregge una vita d’uomo.
In una sola lacrima
potrai dire quanta dolcezza
ci fu nel passato, abbracciando
con un ultimo sguardo
il mondo che ti accolse
e ti diede senza avarizia le ombre
che scaldano e cullano e il lume
a volte accecante dei confronti
che aggiudicano ognuno alla sua sorte.
(E udrai una voce: che altro mai facesti
se non morire sempre d’ora in ora?
ogni volta che più fosti vicino
a quanto fa uomo l’uomo nel pensiero
e nell’amore e nell’azione, cosa
d’altro facesti? non slargasti forse
il tuo piccolo essere in un esito
di morte e di rinascita ogni volta?) Ma poi
ti basterà un pensiero soltanto,
un bianco pensiero d’infanzia per tornare
con un semplice gesto di preghiera
all’infanzia e dall’infanzia alle Madri,
alle radici invisibili del cosmo infinito,
verso il cuore eloquente e sagace del silenzio assoluto,
verso la musica eterna della Parola assoluta.


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