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2009

Flowers - fiori, cannoni e canzoni


serata di musica pop e poesia beat

in seno alla manifestazione "Ginevra-Arte&Musica" 9ª edizione

Sabato 25 luglio alle 21.30 a Garlenda, “Flowers - fiori, cannoni e canzoni”, serata all'insegna della Musica pop e della Poesia beat con l'Associazione Corale Four Steps Choir di La Spezia.

Il gruppo


La band, composta da Pietro Sinigaglia, voce, Gloria Clemente, pianoforte e cori, Davide L'Abbate, chitarre e cori, Gianfranco Antuono, basso elettrico, Francesco Carpena, batteria e Roberto Alinghieri, attore e narratore, ha intrattenuto la platea convenuta nel Parco del Castello per circa due ore, conducendo gli spettatori lungo un viaggio nel passato, ricco di luci, sonorità e sensazioni, accomunandoli nel piacere dell'ascolto.

Il repertorio musicale si è arricchito con i brani di Simon & Garfunkel,  Beatles,  De Andrè, Pink Floyd,  Supertramp,  Bob Dylan,  Led Zeppelin,  Frank Zappa,  David Bowie, Peter Gabriel,  Who,  De Gregori  e Branduardi.

Le poesie, i racconti onirici, le riflessioni ed i pensieri della poetica beat hanno toccato quegli argomenti tanto cari alle generazioni degli anni '70, con particolare riferimento ai poeti Corso, Piromalli, Ferlinghetti, Ginsberg, Carver, Bukowsky, Kerouac, senza dimenticare i racconti da Spoon River, tradotti in italiano da F. Pivano e resi celebri dalle canzoni di Faber.

Il tema


Un tentativo, disperato forse, di rimettere al centro dell'universo l'uomo ripercorrendo il momento in cui irrompono le parole poetiche e laceranti della generazione beat, con i vari Ginsberg, Corso, Ferlinghetti ed anche Carver e Bukowsky,  nella musica pop e rock generando fiori musicali ormai celebri e assoluti quali i Beatles, Rolling Stones, Bob Dylan, Jefferson Airplane e in Italia De Gregori, De Andrè di cui ricorre il decennale della morte, Area, Pfm e in genere i cantautori ed i gruppi degli anni settanta in un confronto musicale e linguistico mai troppo scontato e non ancora del tutto indagato.

Le menti scosse, i sensi allertati e il dirompente rotolare del progresso diedero in quegli anni forti e vissuti, l'illusione di potersi fermare sul ciglio del disastro, appena prima il burrone, di arrestare la folle corsa all'autodistruzione.

Ma eccoci qui, vittime del Subprime e delle solite, sempre numerose guerre, a conferma dell'unica sublimazione che sembra riservata al genere umano, il denaro al posto dei famosi fiori da mettere nei cannoni.

La poesia, la voce, le note delle chitarre erano, sono e saranno la nostra speranza di salvezza: anche se retoriche, allucinogene, spesso riciclate, sono vere, ci aggrappano alla vita e ci danno lo specchio di quello che siamo.

Furono quelli anni di eccessi, di rivolta, di molti sbagli e molta superficialità ma anni vivi in cui l'uomo aveva il coraggio di fare e di dire per essere vivente e vissuto, per essere attore e non spettatore, per dominare il destino della propria umanità.

La musica quindi assume importanza storica e definisce ambiti e culturali e territori sociali in cui le generazioni crescono, si confrontano e si passano nel tempo i valori e le certezze che tengono in piedi la struttura sociale, il senso comune. Non è più politica ma consapevolezza e questo è il messaggio della generazione beat, allargare l'area della coscienza, messaggio abbracciato da tutta una generazione di artisti che hanno influenzato e tuttora influenzano la cultura giovanile, ben oltre i confini dell'età.

Riscoprire il senso di tanta musica rock, o pop nel senso di popolare e contemporaneo, favorirne la diffusione anche per contrastare un minimo la non identità  e i non messaggi di tanta musica per i giovani di oggi che troppo spesso comunica solo sconcerto e disperazione e non offre alcuna via d'uscita, perfino nei percorsi autostradali del sabato sera.

Musica e parola in un prodotto terzo, in contrasto e in sintonia, sovrapposto e spiegato chiaramente per non lasciare un fiume di suoni ma un idea precisa. Un rock da camera per le piazze estive che raccolgono pubblico di diverse estrazioni ed età ma pur sempre figlie di una generazione post guerra che aveva giurato mai più Hiroshima! Mai più la guerra!

Contatti


Pietro Sinigaglia
viale Amendola, 56
19121 La Spezia

tel. +39 0187 751392  - mob. 320 3746896
mail axmo@libero.it



 

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